Pellegrinaggio alla Madonna del bosco

Due bus, due parrocchie, due preti ma una stessa meta. Alle 9.00 di mercoledì 24 ottobre un bus infatti prendeva il largo dalla parrocchia dei santi Martiri guidato (spiritualmente!) dal parroco don Fabio in direzione Imbersago (Lecco) dove sorge il Santuario della Madonna del bosco. Alla stessa ora e verso la stessa meta un bus prendeva il volo da Legnanello al comando (spirituale) del nuovo parroco don Stefano.
Dopo i soliti rallentamenti lungo il tratto autostradale, eccoci nella ridente Brianza. Dai finestrini lo sguardo sull’inconfondibile Resegone, lo stesso skyline che videro i vispi occhietti del neonato (don) Stefano nel lontano 1970 dal reparto maternità dell’ospedale di Lecco. Sfiorando Merate un ‘memento’ a don Fabio cresciuto nella piccola frazione di Novate, all’epoca paesino di 600 anime.

Ed eccoci finalmente sul piazzale del Santuario. Tutti subito in chiesa per la celebrazione eucaristica ad invocare da Maria il dono di una fede ‘giovane’ ricordando il detto evangelico: “se non ritornerete come bambini…”. Del resto proprio a tre fanciulli era apparsa la Madonna il 6 maggio del 1617 e per sua grazia un bambino era stato liberato dalle fauci del feroce lupo. Senza dimenticare che qui da Sotto il Monte arrivava il piccolo Angelo Roncalli, poi san papa Giovanni XXIII, onorato con una grande statua alta circa 4 metri posta in cima alla celebre lunga scala composta da 349 gradini. Nel 1954 da Patriarca di Venezia incorona la statua della Vergine col Bambin Gesù. Poi da Papa ebbe a scrivere:

«Tutti i Santuari di Maria mi sono cari, tanti ne visitai… Ma ricordo con particolare affetto il Santuario della Madonna del Bosco, perché fu il sorriso della mia infanzia, la custodia e l’incoraggiamento della mia vocazione sacerdotale…» 

Terminata la celebrazione eccoci alla visita nei luoghi del Santuario: la grotta dell’apparizione, la scalinata, la camera del card. Schuster… Intanto la fame avanza e dunque di nuovo sui bus per scendere sulla riva dell’Adda dove porre le stanche gambe sotto il tavolo: risotto alla trevigiana + arista e patate. 
A quel punto il programma recitava: “passaggio all’altra riva sul traghetto di Leonardo”.  Grande la delusione. A motivo della scarsa portata d’acqua la traversata non è infatti possibile. Niente paura. I nostri organizzatori hanno subito pronta l’alternativa. Tutti ai posti di combattimento e partenza verso la vicina Arlate dove visitare la pregevole chiesa romanica. Nel frattempo il solerte decano aveva allertato il parroco don Dionigi. Rimaniamo favorevolmente colpiti dall’accoglienza cordiale e dalla disponibilità con cui ci spiega la storia millenaria dell’antico complesso benedettino.

Sazi di tante bellezze e anche accaldati dalla giornata di sole estivo lasciamo la ridente Brianza per far ritorno alla post industriale città di Legnano forti almeno di una convinzione: il gemellaggio tra Legnanello e santi Martiri è destinato a sfidare le insidie del tempo!